"Per un artista è inconcepibile non sentirsi sempre all'inizio" Cesare Pavese

Talvolta sono così concentrato

a cercar le parole

che smarrisco i pensieri…

Chi sono

SOSPESO…
TRA PAROLE E IMMAGINI.

In fondo mi sento davvero così.
“Nasco” tra le parole, che per insondabili misteri del DNA mi vengono facili e spontanee. “Cresco” tra le immagini che ho imparato, con la scuola di maestri colti e saggi, ad addomesticare e narrare. Da sempre, quindi la mia vita è un’altalena, con la fantasia che spinge per farmi volare sempre più in alto. Ma cerco sempre di ricordarmi che ogni tanto fa bene, nonchè doveroso, rimettere i piedi per terra. Perché è lì che la realtà vive. Va bene volare. Ma una passeggiata può essere salutare. Anche per un creativo

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copywriter

SCUSI…LE POSSO DIRE UNA PAROLA ???

Ma certo…ma anche 10, 100, 1000. Ma parole che “vestano” un prodotto, raccontino un’azienda, diano enfasi ad una nuova attività. Che creino almeno interesse. Certo avrei potuto dirlo con termini tecnici, in inglese, facendo sfoggio di un bel publicitarese imparato in decenni di attività. Ma credo sia meglio il buon vecchio, caro italiano, lingua nobilissima e difficile. Che però può dare un sacco di soddisfazioni se ben parlata. Figuriamoci a un copy.

Roberto Pezzolato

regista freelance

L’IMPORTANZA DI UN ATTIMO.

Le immagini scivolano sullo schermo a 25 frame al secondo, 750 in uno spot da 30”. Attimi così veloci che solo il cervello li percepisce, l’occhio no. Ma ogni istante di quello spot è fondamentale. Narra una storia, svela un’emozione, presenta un prodotto. Per questo ogni volta che indosso i panni del regista, di uno spot o di un video aziendale o istituzionale, sono attento a ognuno di quegli attimi. Perché nessuno vada sprecato, e siano tutti bellissimi. Dite che sono fissato? Sì, avete ragione.

Portfolio

Bric’s

  • Creatività e testi campagna stampa “chi ha una Bric’s è perchè ha fatto molta strada”
  • Creatività e testi nuova campagna stampa e affissione “io viaggio Bric’s”
  • Creatività campagna stampa “my Bric’s”
  • Shooting e regia video presentazione nuove collezioni 2004

Hotel Mercure (Gruppo Accor)

  • Radiocomunicati Istituzionali
  • Radiocomunicati  “Summer Promotion Mercure” 2012

Cabifi (Calze)

  • Creatività e realizzazione Radio 30” Collant Manon
  • Testi Folder Istituzionali

Consorzio Gorgonzola

  • Campagna Istituzionale Stampa Giulio Andreotti
  • Campagna Istituzionale Stampa Pierluigi Collina
  • Campagna Istituzionale Stampa Nancy Brilli
  • Campagna Radio  30” Con Nancy Brilli
  • Campagna Di Natale Stampa
  • Realizzazione Creativita’ E Testi Nuova Campagna Istituzionale 2003, (Angelo E Diavolo) Con Affissione Stampa E Radio
  • Creativita’ E Regia Campagna Tv 2004
  • Creativita’ E Regia Campagna Tv 2005 Con Federica Ridolfi
  • Creatività E Testi Campagna Radio 2010 “Gorgonzola Il Dolce Che Fa Festa” Sulla Musica Di Vamos A La Playa Dei Righeira
  • Creativitá E Testi Campagna Radio 2011 Gorgonzola “La Festa Decolla”
  • Creativitá, Testi E Realizzazione Campagna Radio 2012/2013 Con Nuove Situazioni Dell’Idea Creativa “Il Piacere Decolla”
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EURICOM

Campagna Stampa Curtiriso “Il Primo” Con Testimonial Cipollini, Di Lazzaro, Rispoli, Tedeschi, Ecc

zeis excelsa

ZEIS EXCELSA

  • Spot Tv Cult “Monitor”
  • Campagna Stampa E Below The Line  “Cult Used”
  • Campagna Stampa  E Below The Line  Docksteps
  • Campagna Stampa Docksteps Juventus E Tutto Il Below The Line Relativo Al Marchio Juventus
  • Spot Docksteps 10”  Stadio
  • Folder Harley Davidson  “Race Boot”
  • Tutta La Comunicazione Alla Forza Vendita Zeis
  • Campagna Anti Contraffazione Merrell
  • Shooting E Regia Video Istituzionale Anno 2003
  • Shooting E Regia Video Istituzionale Anno 2004
  • Shooting E Regia Video Per La Forza Vendita Anno 2005
  • Testi E Creativitá Folder “Gold Partner” Anno 2012
  • Testi, Montaggio Video “Gold Partner” Anno 2013
ALFIERI & ST JOHN

ALFIERI & ST JOHN

  • Campagna Stampa Alfieri Gioielli  2005/2006 “L’Insolito”
  • Nuova Campagna Alfieri Gioielli 2007 “Sempre Io. Sempre Diversa”
  • Redazione Completa Dei Testi Del Magazine Istituzionale (Trimestrale)
  • Publiredazionali Vari
  • Studio E Proposte Di Naming Per Le Collezioni E Folder Vari, Sia Per La Forza Vendita, Sia Per Il Canale Consumer.

I miei racconti

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TUTTI I CAMPI SONO OBBLIGATORI

Sogna, bambino mio

Tutti noi genitori ci siamo fermati a guardare i figli che dormono, immaginando la loro vita futura. È inutile.
Ve l’assicuro. Nessuno può riuscirci.
Ma noi testardi, spinti dall’amore, continuiamo a farlo…

Ti ho lasciato addormentare, con il tuo bel pollice in bocca. Ma non ho spento la luce. Sono rimasto seduto sulla sedia, di fianco al lettino, a guardarti. Ti fisso così intensamente che la stanza scompare, e restiamo solo io e te. Sospesi, leggeri, ci allontaniamo dal mondo, tenendoci la mano.

I bambini che dormono ti entrano piano nel cuore al ritmo del loro respiro, figurarsi i figli. Lo guardo…cercando me, in lui…Che idea! Lui è un’altra persona. Lui parla, si muove, reagisce in un altro modo. Sì, forse…qualcosa. Quando ride, piega la testa di lato e alza le spalle come faccio io. Ma per il resto…niente… E’ meravigliosamente lui !!

Assomiglia poco a questo padre che lo guarda tentando di trovare il futuro nei suoi occhi chiusi. Che cosa ti aspetta,…? Come faccio a proteggerti dal dolore e dalla tristezza…? Come posso evitarti i ricordi finiti, l’amore mai provato, le giornate da solo, la disperazione, le corse affannate, le attese inutili, il dolore dato e ricevuto, le persone perdute, la gioia sprecata, i luoghi mai visti, il tempo veloce… Come faccio…? Non potrò farlo…dovrai vivere tutto tu…DEVI vivere tutto tu, da solo. Con le tue mani, le tue dita, i tuoi capelli, i tuoi denti, il tuo cuore, la tua voglia di crescere. Potrò solo starti vicino e farmi trovare quando girerai lo sguardo. E poi, è davvero giusto evitarti tutto questo ? O il dolore che vorrei tenere lontano, ti servirà per crescere, e dare alla tua vita il suo giusto valore? Chi diventerai ? Parlerai anche tu a tuo figlio mentre dorme? Farai i miei stessi errori o ne farai di nuovi ? Oh, saranno certamente diversi. Gli errori sono incollati alle persone che li fanno, sono le persone che li fanno. Per questo ognuno ha i suoi e fa quasi sempre gli stessi.

Sarò fiero di te? O cambierò strada per non incontrarti? Non farmi arrivare a questa scelta, ti prego.

Che posso regalarti che tu non abbia già ?…soldi, case, auto, orologi…una bicicletta? Si, va bene, servono.

Ma cosa te ne fai ? Sono solo cose. Belle, ma cose. Posso regalarti giorni di sole e soffiare lontano le nuvole, per non far cadere la pioggia… eh, però senza pioggia non puoi metterti quegli stivali rossi che ti piacciono tanto e correre nelle pozzanghere. Vedi ??? c’è sempre il pro e il contro…allora…allora…che cosa ?…CI SONO !! (snappa le dita)…posso regalarti dei sogni…ecco sì, sogni… ma non i miei e nemmeno i tuoi, tranquillo…quelli li creerà la magia del tuo cuore. Vorrei regalarti la voglia di avere sempre…dei sogni da sognare, ecco. Qualcosa da rincorrere, da desiderare; un mito, un desiderio nascosto, una nuova vita, un amore impossibile, un ideale, non lo so…qualcosa per cui valga la pena vivere…e forse anche morire…Sì, credo che la voglia di sognare possa essere uno dei regali più belli che possa farti…

E tu non badare a quelli che ti diranno che sei solo un sognatore, …uno senza i piedi per terra, un illuso, un idealista, un visionario…Non farci caso. I tuoi sogni renderanno più viva, più felice… più vera, anche la loro vita…

Adesso dormi, bambino mio, dormi…

I sogni te li ho messi lì, sul comodino. Li devi solo afferrare.

Buonanotte.

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Il regalo di Natale

Come potete vedere dal bianco dei miei capelli, ho vissuto molti Natali, passando dall’incanto meraviglioso dell’infanzia, alla malinconica delusione, mio malgrado, di questi ultimi anni. E i regali, non sono più gli stessi. Ma qualche dono può essere un regalo davvero speciale…

Il mendicante, con la barba unta di sugo e insudiciata da striature di vino, era seduto a gambe larghe, con la schiena appoggiata al muro su cui aveva orinato non più di mezz’ora prima. La testa pendeva da un lato, e il filo di saliva che usciva dall’angolo della bocca si era gelato con il vento freddo di dicembre.

La sua mente fluttuava, galleggiando o affondando in una dimensione alcolica delirante. Fu in un momento di relativa coscienza che l’uomo percepì la sensazione di una presenza. Un accenno di vibrazione. Lontana, eppure viva. “Come il ricordo di mia madre”, pensò in un momento di lucidità che lo sorprese. Qualcosa, o qualcuno, gli disse di aprire gli occhi. Lo fece con un’enorme fatica. Aveva così freddo. Riuscì a malapena a muovere la mano gelata. La bottiglia vuota che teneva con le dita rattrappite si rovesciò, e scivolò lontano, sulla neve sporca. Poi lo vide. Cercò di metterlo a fuoco tra una fredda folata di vento e l’altra, scambiandolo in un primo momento per una delle sue sconcertanti allucinazioni. La figura era in piedi, vicino al cassonetto dell’immondizia, e lo guardava con amore infinito. Si capiva che la figura provava gioia nel provare amore, come se l’amore si rigenerasse in continuazione da se stesso, creando un’intensità così meravigliosa che il barbone sentì un calore mai provato prima. Si perse in quello sguardo e decise che non se ne sarebbe mai più staccato. Il giovane sembrava non sentire il freddo. I capelli ondeggiavano con il vento, come la leggera tunica bianca, che pareva emanare luce.

“Sei Dio ?” gli venne da chiedere con un accenno di speranza misto a paura. E mentre pronunciava quelle parole, si chiese perché fosse la sola domanda che avesse realizzato. Il giovane sorrise ancor più intensamente e gli diede una risposta che gli sembrò incomprensibile.

“Se io sono Dio, sono anche te…”

Il barbone pensò che mai nella sua vita era stato così bello, pulito e colmo di gioia perfetta come quel giovane…ma era Natale e non aveva voglia di discutere.

“Eh sì…Dio…Forse…ma un sacco di anni fa…mica adesso…guardami, guarda come sono…” riuscì a biascicare, pulendosi la saliva gelata con il dorso della mano.

Nel petto sentì un avviso di cuore che aumentava i battiti. La domanda uscì incontenibile.

“Sei venuto a prendermi?”

“Sì…”

Sentì un groppo alla gola.

“Mi farà male?”.

“No…anzi”

“Anzi…?? uhm …allora è un regalo…”

“Sì…”

“…Dai…un regalo di Natale. Sono anni che non me ne fanno. Solo alla mensa delle suore, a Natale, ci danno il panet…”

“Dobbiamo andare” disse il giovane, interrompendolo con gentile fermezza. “È quasi mezzanotte, ed io ho un appuntamento a cui non posso mancare. Quest’anno ho scelto di portare te… con me. Vuoi venire ?”

“Mi guarderai sempre come facevi prima?”

“Ti ho sempre guardato così, anche quando non lo sapevi. Io guardo tutti così.”

“Allora, va bene. Vengo…”

Fece per alzarsi. Ma l’uomo di luce lo bloccò con un gesto della mano.

“No, non è il corpo che devi portare con te. Quello è solo un involucro, uno strumento. Non ne ho bisogno. Si consumerà in poco tempo. Ma la tua anima è immortale. Io la vedo; è molto più pulita di te. Tu sei buono. La vita ti ha piegato, come accade a molti. Ma hai un’anima meravigliosa e candida. È lì che la luce genera luce. È li che io vivo. Porta solo quella…Andiamo ??”

Così dicendo, tese la mano.

Il barbone la prese. Un tocco, come un soffio caldo e leggero. Fu come spalancare gli occhi sull’universo, le sue leggi, comprenderne i segreti, la meravigliosa e potente armonia divina. Senza tempo e confini. Una dimensione in cui si perse, finalmente sereno. Era straordinario nella sua semplicità. Bastava aprire gli occhi del cuore e il senso del tutto era lì. Si sentì improvvisamente leggero. Pulito. Felice di una gioia che era impossibile descrivere. Perfetta.

Ebbe la sensazione di salire e istintivamente guardò in basso. Vide il suo corpo con il capo reclinato, i cassonetti dell’immondizia, la bottiglia spinta dal vento che rotolava sulla neve sporca. Provò compassione. Ma solo per un miliardesimo di tempo, che ora per lui era al contempo l’equivalente dell’eternità.

Una gioia assoluta penetrò ogni singola particella dell’energia purissima di cui adesso era composto. Si girò per guardare l’uomo di luce. Non c’era più. E lui stava tenendo per mano l’infinito. Era diventato una scintilla d’amore.

Chi l’ha visto

Mia, sua, nostra. Di chi è veramente la vita che viviamo? Appartiene solo a noi o anche a chi ci vuole bene? Io non l’ho ancora capito.

Tre mesi fa il mio migliore amico, Carlo, è scomparso. No, no… calma… aspettate. Non è mica morto… credo. È proprio scomparso. Come quelli della televisione a Chi l’ha visto. Il giorno prima sono a casa e il giorno dopo sono sa Dio dove. Vaporizzato nell’aria, metabolizzato, polverizzato, atomizzato. Lo abbiamo cercato tutti. Carabinieri, polizia… amici, parenti. Niente. Abbiamo frugato nelle stazioni, negli aeroporti, ai caselli. Abbiamo stampato centinaia di copie della sua foto col cane, la più bella che aveva, e le abbiamo incollate su tutta la città. Qualcuno, spiritoso, ha telefonato dicendo di aver avvistato il cane… Sciacalli. Ma si lascia una vita così?… senza pensarci, senza un avviso? Senza immaginare la disperazione che ci si lascia alle spalle? Eh sì, perchè la vita non è solo nostra, porca miseria, appartiene di diritto un po’ anche a chi ti vive accanto. Un po’ di stile, ecché diamine. Uno dovrebbe prendere da parte una persona fidata, e metterla al corrente: “guarda che a metà del mese prossimo, io… scompaio!”. “ah… ok, hai fatto bene a dirmelo, così mi preparo. Hai bisogno di soldi, indirizzi, agganci… una plastica facciale? Conta su di me…”. Non vi sembra meglio? Così uno si sente utile… e anche un po’ complice, il che procura sempre una certa goduria. Invece no… non dicono niente e se ne vanno. Io capisco che ad un certo punto la vita possa sembrare così disperata che uno si spoglia di tutto, anche di sé stesso, per rinascere. Ma come si fa? Si traccia il confine che separa la nostra esistenza privata da quella pubblica? Apparteniamo a noi, certo, ma anche agli altri. A quelli che ci amano e ci sopportano. O forse il diritto di decidere di sé va oltre i sentimenti e i legami, e oltrepassa addirittura la vita che si siamo costruiti. Vedete, questa faccenda mi ha fatto nascere in testa un milione di dubbi… troppi. E poi lui, il dileguato, mi ha doppiamente stupito. Eh sì, perché Carlo, sembrava anche felice. Con quei maglioncini di cachemire e le cravatte regimental… sempre perfetto e sorridente. Ma così tanto perfetto e sorridente che ogni tanto stava anche sulle palle. Ti veniva voglia di prendere le forbici e zac, zac, zac. Trasformare la cravatta un moncherino sbrindellato di cravatta a righe e il maglione in uno schifo bucato firmato Loro Piana. Non so perchè sono andato a trovare la moglie. È che volevo vedere… ecco, e capire … cosa non lo so… Entrare in quella casa è stato come interpretare una parte in un film che non mi piaceva. C’erano tutte le cosine di Carlo lasciate al posto giusto. I famosi maglioncini di cachemire, e le sue decantate cravatte belle in ordine, i calzini piegati negli armadi, lo shampoo consumato a metà nel bagno. Lui sorrideva nelle foto, che ho fissato, cercando la luce di sfida che dovrebbe avere negli occhi chi pensa di sparire. Invece, niente. Il fetente sorrideva e basta. La moglie, come per un rito propiziatorio, non aveva toccato più niente dalla sua scomparsa, sperando che questo potesse farlo tornare, e dormiva sul divano, per essere più vicina alla porta nel caso fosse rientrato. Parlava in continuazione di lui. Mi mostrava le foto del matrimonio, le lettere… le chiavi della macchina, la laurea. Come in trance, si è alzata per farmi un caffè. “davanti ad un caffè si parla meglio…” mi ha detto con un espressione indecifrabile, triste e folle. “No, grazie, devo ancor mangiare… poi è tardi che… no… ora vado, ma tornerò, te lo prometto…” Me ne sono andato quasi di corsa, inciampando per le scale, uscendo in strada per ingoiare finalmente boccate d’aria a pieni polmoni. Quella casa così immobile, quelle cose senza più padrone, le lancette dell’orologio bloccate come nei terremoti, quella sensazione di attesa senza fine… mi stavano togliendo il respiro, soffocandomi. Ho scoperto quanto può essere presente qualcuno che non c’è…E naturalmente, non ho capito niente… niente… Io oggi spero che Carlo sia felice. Ho accettato il fatto di non sapere dov’è, di chi vede e come vive. È una sua la scelta. Non so nemmeno se ha trovato le risposte che cercava… So solo che qui ha lasciato una vita usata e un sacco di domande … alle quali lui ha deciso di non rispondere….

L’amore in tre

Avevamo resistito. Per anni. Insensibili alle lusinghe. Ma poi abbiamo ceduto. Non come tutti, ma certamente come molti.
Ed è stata la fine.

Io glielo ho detto subito che non era una bella idea. Ma dai… nel posto più intimo, più segreto, più speciale, più privato, più nascosto, il nostro nido… dove dovremmo esserci noi due, solo noi due… tu ci vuoi portare un altro… e non un tipo riservato e silenzioso, non un soprammobile inanimato, o un quadro che possiamo voltare verso il muro per non dividere il nostro amore nemmeno con un paesaggio … No, tu ci vuoi portare un contenitore sfacciato, aggressivo, che urla e sbraita. Un parallelepipedo maleducato, arrogante, impertinente e cafone… (piagnucola) ma perché hai voluto mettere la tv in camera da letto?? Dice… “ma dai amore, non dirmi che un elettrodomestico può mettersi tra di noi”… oppure… “guarda,… se hai paura che la tv possa essere più forte del nostro desiderio vuol dire che non ci amiamo abbastanza…” o anche “sai… in fondo dopo l’amore possiamo rilassarci davanti a un film…” Balle… tutte balle. Dopo un iniziale periodo di finta remissività,… l’accendiamo?… dai, adesso spegnila… bacino… smack…, lei,…la tv dico, ha cominciato la sua azione strisciante, ma granitica… Un tg quì… una sit com là… una fiction prima degli sciacqui gengivali… una coppa dei campioni dopo la pasta e fagioli… un talk show… SEMPRE… E noi abbiamo smesso di fare l’amore, ma non solo. Anche di parlare e di raccontarci le giornate, le sensazioni, i sentimenti… abbiamo demandato alla televisione le coccole, le carezze, gli sguardi. Devo dire che ogni tanto c’è stato un inizio, un approccio convinto, un desiderio giunto al suo massimo temporale… insomma non ce la facevo più; ma anche quello subito bloccato. “cosa c’è caro, perché ti sei fermato??” “Tesoro… non ce la faccio… è più forte di me… come si fa a far l’amore mentre Maurizio Costanzo ti guarda…??? e questo succede anche con Marzullo… “la pecora fa la lana o la lana è fatta dalla pecora…” con la Defilippi e tutti i suoi amici falsi come Giuda, con Chi l’ha visto,…“aspetta tesoro, fermati…” e tu la stavi baciando dappertutto. “ma quello lì, non sembra il papà del nostro macellaio?? Nooo… è scappato di casa…” Nella nostra camera da letto, non invitati, stanno entrando tutti… Ennio Doris che fa i cerchi nella sabbia, i morti di CSI, le estrazioni del lotto, Giovanni Rana che nuota nei tortellini, i pacchi di Affari Vostri, la Clerici con la bocca sporca di carbonara, i finti litigi in tribunale, le olgettine che giurano che erano cene eleganti, Paolo Turchi e le sue emorroidi, Alberto Angela che sembra un postino…ma istruito, i filmissimi già visti tutti tre volte, Mastrotta che si stende languido sopra un materasso coperto di padelle antiaderenti, il commissario Montalbano che investe sempre sugli stessi casi, la pubblicità dei gestori telefonici che fanno finta di farsi concorrenza, quei rimbambiti che godono a farsi insultare da un cuoco per un’omelette mal riuscita, la sequela infinita di politici, sempre gli stessi, che parlano tutti e solo dell’interesse del paese….e delle volte, lo so è terribile, anche Emilio Fede e il suo TG.

Basta… basta…

Spegniamola amore, spegniamo questo continuo gridare, questo esibirsi, queste chiappe sbattute in faccia a tutti, in tutti i palinsesti. Spegniamo questa voce arrogante, questi pensieri di pochi che vorrebbero rappresentare quelli di tutti, che vorrebbe essere la verità, l’unica, inattaccabile solo perché esce da lì. Riprendiamoci la nostra camera da letto, amore mio, insieme alle nostre idee e al nostro meraviglioso silenzio. Spegniamola… Prima che lei spenga noi.

Io voglio restare acceso… con te.

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